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L’IIS “R. Piria” riceve i beni confiscati alla mafia del Comune di Rosarno

Con delibera n°49  del 3 ottobre la Giunta comunale di Rosarno ha disposto l’affidamento in concessione dei beni confiscati alla mafia all’IIS “R. Piria”, istituto che già da tempo è impegnato in una costante opera di educazione alla legalità e che già ha sperimentato l’utilizzo sociale di tali beni  con ottimi ed evidenti risultati sia dal punto di vista della gestione che da quello della ricaduta educativa sugli studenti coinvolti in diversi progetti appositamente elaborati. Grande soddisfazione dunque per la Dirigente Mariarosaria Russo che ha convocato per il 10 ottobre p.v. la commissione tecnica per discutere sulla delimitazione dei terreni in oggetto.

In allegato si pubblica relativa delibera comunale con piantina riferibile ai terreni da delimitare.

terreni confiscati

 

Premio Pacchero d’Argento alla Preside Mariarosaria Russo

Per l’edizione 2017, condotta dai giornalisti Fiorenza Gonzales e Salvatore Bruno, il premio è stato conferito a Monsignor Francesco Oliva, Vescovo della diocesi di Locri-Gerace, al giornalista e scrittore calabrese Danilo Chirico, autore tra l’altro del libro “Dimenticati – Cittadini innocenti uccisi dalla ‘ndrangheta e sepolti dall’indifferenza dello Stato” con il quale ha vinto la sezione giovani del premio “Indro Montanelli”, all’imprenditore di Palmi Gaetano Saffioti, da tempo sotto scorta per aver denunciato le richieste estorsive ricevute, a Maria Rosaria Russo, ambasciatrice di pace, dirigente scolastico del Liceo “Piria” di Rosarno, che ha ottenuto la gestione di terreni confiscati in cui si produce olio biologico intitolato alla memoria del giudice Rosario Livatino.

Presente tra le numerose autorità, anche il Prefetto Filippo Dispenza, direttore centrale degli affari generali, tra i massimi vertici della polizia di stato. «La cultura della legalità è una delle chiavi di volta per sconfiggere il fenomeno ‘ndrangheta – ha detto – I giovani vanno educati a realizzare le proprie ambizioni e le proprie aspirazioni attraverso il rispetto delle leggi e delle regole, senza le scorciatoie offerte dalla criminalità. Ribellarsi alle cosche significa riappropriarsi della propria libertà di espressione, di scelta. Significa lottare contro la prevaricazione e la violenza. L’uomo nasce libero e liberamente deve vivere. Su questo palco – ha aggiunto – erano rappresentate le diverse categorie della società civile: il mondo dell’imprenditoria, della scuola, della chiesa, del giornalismo. Con loro tanti esponenti autorevoli delle istituzioni e delle forze dell’ordine. E’ importante fare rete. Spinti dalla nostra etica, insieme al ministro Minniti e al capo della polizia Gabrielli, siamo impegnati nell’azione di contrasto alla criminalità anche nelle terre più difficili, come la Calabria, terra splendida, meravigliosa, con un potenziale straordinario».

Soddisfatto Salvatore Magarò, che ha ricoperto dal 2010 al 2014 la carica di presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta: «Abbiamo scritto un’altra bella pagina, affermando ad alta voce che la ‘ndrangheta può essere sconfitta. Ognuno deve fare la propria parte. Abbiamo seminato ottimismo e fiducia contro la rassegnazione. Da anni siamo impegnati in attività condotte a costo zero per sostenere la voglia e la passione dei tanti calabresi onesti, che sono la stragrande maggioranza».

Qui di seguito il video della premiazione alla Preside Russo

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Assegnato alla preside Mariarosaria Russo il Premio Internazionale “Giustizia e Dignità Umana 2017”

In Calabria ove è maggiore l’esigenza di legalità ed è viva la vocazione all’accoglienza dei popoli migranti e l’inclinazione della propria gente alla migrazione si dovrebbe condividere la tesi di Papa Benedetto XVI che, superando la dicotomia tra ragione e fede, riunisce le due posizioni, rilevando nell’uomo, creatura prediletta di Dio, creata a Sua immagine e somiglianza, l’essere dotato di perfetta ragione. Questa, unica possibile deità dell’uomo materialista, risiede per altro in Dio stesso che per amore condivide con l’uomo ogni Suo bene tra cui discernimento e libertà assoluta, riportata anche nella Carta dei Diritti dell’Uomo.

Papa Francesco con semplicità identifica, il discernimento ottenuto da Dio, con la capacità del ben operare, legata alla umana solidarietà che si oppone all’indifferenza ed all’egoismo fonte di ogni male. Pertanto il Consiglio di Giunta dell’Accademia “Sapientia Mundi” in occasione del Convegno: “ Il Tribunale Arbitrale fonte di Legalità ed espressione della Sovranità Popolare” ha deciso, sulla scorta di quanto premesso,  di assegnare alla preside Mariarosaria Russo  il Premio Internazionale “Giustizia e Dignità Umana 2017” per il Suo operato svolto in campo sociale, promuovendo una precipua opera di pace e con essa la valorizzazione dei diritti umani. 

 

Manifestazione “Nel ricordo di Maria Chindamo. L’urlo delle donne scomparse”

L’Università dell’anti-mafia di Limbadi conclude il suo percorso di seminari per l’a.s. 2016/17 con un importante evento in memoria di Maria Chindamo, la donna di Laureana di Borrello scomparsa nel nulla il 6 maggio dello scorso anno, dopo essere stata aggredita a Limbadi dinanzi al cancello della sua tenuta agricola.

Ha introdotto i lavori la Dirigente del Piria, nonchè Responsabile organizzativo del Centro Anti-mafia, prof.ssa Mariarosaria Russo, da sempre impegnata per chiedere giustizia e verità per Maria Chindamo e per tutte le donne che come lei sono vittime di mafia solo perchè hanno amato e hanno disperatamente tentato di affermare i loro diritti.

Dopo un anno dalla scomparsa della donna, Mariarosaria Russo vuole urlare il suo disprezzo verso la cultura criminale e mafiosa, ma vuole urlare anche la sua richiesta di aiuto alle istituzioni affinchè portino chiarezza sulla vicenda e soprattutto riescano a restituire Maria a chi ancora non ha potuto piangerla con dignità.

Anche il viceministro Filippo Bubbico si associa a questo disperato urlo con una lettera che la Dirigente ha letto ad inizio della manifestazione. Ad esso si associa anche il magistrato Marisa Manzini, presidente del comitato scientifico del centro studi, che in modo chiaro e deciso ha denunciato come ancora non si consenta alle donne di scegliere la propria esistenza, non si conceda loro di maturare consapevolezza della parità dei diritti umani.

L’urlo finale è del giornalista Arcangelo Badolati che senza alcuna intermediazione lessicale dichiara che nelle famiglie mafiose le donne vivono la peggiore condizione del mondo occidentale, vivono ancora come nelle tragedie greche di duemila anni fa.

Esplora dunque questa civiltà arcaica e feroce elencando innumerevoli casi locali di donne uccise dalla mafia solo perchè hanno amato l’uomo “sbagliato”. Un elenco terrificante che lo porta a chiedere a tutti i giovani studenti del Piria là convenuti di stare attenti anche a chi e come amare, di stare sempre lontani da queste persone che nulla hanno a che fare col concetto di civiltà.

Badolati vuole comunque chiudere il suo intervento con un pensiero positivo:”non sono fiero della mafia, ma sono fiero di voi” dice rivolgendosi alla platea a cui ricorda una celebre frase di Victor Hugo “C’è chi si fissa a vedere solo il buio. Io preferisco guardare le stelle.”

Al termine del convegno, un momento di grande intensità emotiva è stato offerto dagli studenti del laboratorio teatrale del Piria, coordinati da Enzo De Liguoro.

A seguire, nella chiesa di Limbadi, un concerto di musica sacra ad opera dell’orchestra di Laureana di Borrello, diretta dal maestro Maurizio Managò, ha celebrato il giusto compimento di una giornata drammaticamente utile ed importante per urlare con convinzione il proprio No alla mafia.

I servizi di Rai3 e Rai1

Servizio della trasmissione Quarto grado

Servizio della trasmissione Chi l’ha visto?

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Il Piria partecipa alla presentazione del libro “L’inganno della mafia”di Gratteri e Nicaso presso la sede di Rai3 Calabria

Il 23 maggio la grande Rai  ha ricordato  a Palermo la morte di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, e delle loro rispettive scorte, e contemporaneamente in Calabria la Sede Rai di Cosenza ha organizzato per l’occasione una grande manifestazione sulla legalità che ha avuto come protagonisti assoluti il Capo della Procura della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri e lo scrittore-giornalista italoamericano Antonio Nicaso, uno dei massimi esperti mondiali di ‘ndrangheta e di criminliatà organizzata italiana nel mondo.

 

 Il direttore della Sede Rai di Cosenza Demetrio Crucitti, insieme al Direttore del Coordinamento delle Sedi Rai di tutta Italia, Luigi Meloni, li hanno infatti invitati per presentare alla stampa il loro ultimo libro, “L’inganno della mafia”, un sorta di romanzo criminale sul rapporto ombelicale che lega la ndrangheta al mondo della TV e del cinema, per via delle mille fiction che oggi raccontano in televisione e al cinema lo strapotere della criminalità organizzata nel mondo.

 Tra le tre scolaresche invitate dal direttore Crucitti non poteva mancare il Piria di Rosarno, con in testa la preside Mariarosaria Russo, i cui studenti hanno dibattuto sul tema EVIDENZIANDO come ai falsi miti della ‘ndrangheta e dell’anticultura, la scuola, che da anni orienta i suoi studenti su percorsi virtuosi di pratica della legalità, oppone le armi dirompenti della cultura e dell’istruzione.

”.

E’ stata vera e propria festa all’insegna della legalità, una sorta di cerimonia di ringraziamento ufficiale per quanto il Procuratore Nicola Gratteri va facendo ogni giorno per il paese, colpendo e anche duramente i centri nevralgici delle consorterie mafiose di tutta Italia.

“L’inganno della mafia”, dunque,un libro veloce, moderno, avvolgente, edito da RAI ERI, destinato al mondo delle scuole, rivolto in prima persona ai ragazzi che vogliono capire meglio cos’è la mafia, scritto a quattro mani dal magistrato e da Antonio Nicaso, lui professore universitario, ricercatore, sociologo, antropologo, criminologo per forza di cose, passato dal giornalismo militante del Corriere Canadese alle analisi di sistema, una vera e propria eccellenza del mondo editoriale non solo canadese.