Convegno “Oltre il pregiudizio: Ius soli”

In un momento storico in cui immigrazione e terrorismo agitano profondamente gli equilibri internazionali e le politiche interne degli stati europei, è difficile parlare di Ius soli col solo intento di elaborare una riflessione che vada oltre il pregiudizio o il preciso indirizzo ideologico, per giungere a vivere un’esperienza di alto spessore morale e soprattutto di dialettico confronto di valori e principi. Questo è invece accaduto oggi martedì 28 novembre presso l’Auditorium del Liceo “R.Piria” di Rosarno, grazie ad un seminario dal titolo “Oltre il pregiudizio: Ius soli”.

Già la locandina dell’evento, curata dalla prof.ssa Santina Iannì, si è rivelata indicativa della profonda onestà intellettuale dell’iniziativa, avendo come sfondo una scultura in vetro dell’artista giapponese Oki Izumi raffigurante movimenti flessuosi che testimoniano l’eterno divenire delle cose, scandito da ritmi lenti e antichi ma al tempo stesso energici e contemporanei. Quei movimenti seguono diverse direzioni così come il pensiero di chi cerca la verità tentando strade diverse ma complementari.

Ius soli è un’espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Esso si contrappone allo ius sanguinis che indica invece la trasmissione alla prole della cittadinanza del genitore.  Quasi tutti i paesi del continente americano applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizioni. Tra questi gli Stati Uniti, il Canada e quasi tutta l’America latina. Alcuni Paesi europei come Francia, Germania, Irlanda e Regno Unito, concedono altresì la cittadinanza per ius soli, sebbene condizionata.

Attualmente è bloccata al Senato l’approvazione di una legge che lo introduca anche in italia seppure con una serie articolata di restrizioni.

Per discutere di questo, Enzo Infantino, volontario attivista dei diritti umani, e l’avvocato Salvatore Costantino, sono convenuti a Rosarno grazie soprattutto all’impegno della prof.ssa Grace D’Agata, coordinatrice dell’evento, e all’interesse della Dirigente Mariarosaria Russo, da sempre attenta ai processi di integrazione culturale e sociale perché convinta che si parli troppo di “integrazione dell’altro, che invece altro non è” come ha dichiarato all’apertura dei lavori, invitando tutti ad una riflessione partecipe ed attiva su tematiche ormai fondamentali per lo sviluppo della nostra cultura sociale.

Rivolgendosi ad una platea particolarmente attenta, Enzo Infantino ha dunque cercato di spiegare come oggi si speculi troppo sul sentimento della paura per sfruttare questa proposta di legge solo per un vantaggio elettorale piuttosto che per celebrare un momento di cittadinanza e civiltà. L’opinione pubblica disorientata dalla tragedia degli sbarchi, ha dimenticato il valore della solidarietà, fondamentale in ogni società matura. Ancor più si commette l’errore di collegare questo fenomeno degli sbarchi con la legge attualmente in discussione, finendo col chiudersi tra mura di pregiudizio che invece si devono abbattere, partendo soprattutto dalle scuole e anche dai giovani rosarnesi.

Della stessa opinione anche l’avvocato Cosentino che, dopo aver ascoltato i numerosi interventi e contributi di carattere storico e filosofico offerti dagli studenti delle classi III D, IV B e V A, ha evidenziato come la ricchezza delle osservazioni esposte dai ragazzi con dignità, convinzione, ma soprattutto rispetto, denoti una mente libera che sola può guidare la società civile a fronte di una classe dirigente che rivela invece solo paura e miopia politica. Solo i giovani, particolarmente questi giovani, possono indicarci la via da seguire per il mondo di oggi e quello ormai prossimo.